Infiltrazioni periradicolari per ernia del disco e sciatalgia

Infiltrazione periradicolare TC guidata per ernia del disco lombare

Cos’è l’infiltrazione periradicolare

L’infiltrazione periradicolare è una procedura mininvasiva che porta farmaci antinfiammatori (cortisonici) e anestetici locali direttamente a contatto con la radice nervosa infiammata, la struttura responsabile del dolore che dalla schiena si irradia alla gamba (sciatalgia) o al braccio.

A differenza delle infiltrazioni “alla cieca”, viene eseguita sotto guida radiologica (TC o fluoroscopia): l’ago raggiunge il punto esatto dell’infiammazione, con la massima precisione e sicurezza.

Quando è indicata: ernia del disco, sciatalgia, stenosi

L’infiltrazione periradicolare è indicata quando il mal di schiena con irradiazione alla gamba non risponde a farmaci e fisioterapia. Le condizioni che ne beneficiano di più sono: ernia del disco lombare o cervicale con compressione della radice nervosa, sciatalgia e cruralgia, stenosi del canale vertebrale e radicolopatie infiammatorie. È particolarmente utile per chi vuole evitare o rimandare l’intervento chirurgico, o non può sottoporvisi per altre condizioni di salute.

Come si svolge il trattamento guidato dalle immagini

Prima della procedura valuto sempre gli esami del paziente (risonanza magnetica o TC) per confermare che il dolore corrisponda alla radice nervosa da trattare. Il trattamento si svolge in regime ambulatoriale e dura circa 15-20 minuti: la cute viene disinfettata e anestetizzata, quindi sotto guida TC un ago sottile viene portato in prossimità della radice infiammata e viene iniettata la miscela di farmaci.

Non è richiesta anestesia generale e si torna a casa poco dopo il trattamento.

Risultati, durata del beneficio e possibili effetti collaterali

La maggior parte dei pazienti avverte una riduzione significativa del dolore radicolare già nei primi giorni. Il beneficio può durare mesi e in molti casi consente di completare il percorso riabilitativo o superare la fase acuta senza chirurgia. In alcuni casi il trattamento può essere ripetuto. Gli effetti collaterali sono rari e in genere lievi (transitorio aumento del dolore nelle prime 24-48 ore, rossore in sede di iniezione).

Infiltrazioni o ozonoterapia?

Infiltrazione periradicolare e ozonoterapia per la schiena sono due strumenti complementari nel trattamento mininvasivo del mal di schiena: la prima agisce rapidamente sull’infiammazione della radice nervosa, la seconda agisce nel tempo sul disco e sui tessuti circostanti. Nella visita valuto quale sia più adatta al singolo caso, o se combinarle.

Quando il dolore non passa con i farmaci

La maggior parte delle sciatalgie migliora da sola in qualche settimana, con riposo relativo, antinfiammatori e fisioterapia. È il percorso giusto, ed è quello che va provato per primo.

Il problema si pone quando quel percorso non basta: il dolore che scende lungo la gamba resta, i farmaci fanno effetto per qualche ora e poi torna tutto, dormire diventa difficile e le giornate si organizzano intorno a quanto si riesce a stare seduti.

È il momento in cui ha senso una valutazione specialistica. Non per forza per operarsi: spesso per capire esattamente da dove nasce il dolore, perché una risonanza che mostra un’ernia non dice ancora quale radice nervosa stia soffrendo. L’infiltrazione periradicolare agisce sul punto preciso in cui il nervo è infiammato, ed è per questo che si esegue guidata dalle immagini e non a mano libera.

Come si accede e cosa portare

Alla prima visita porta con te l’ultima risonanza magnetica o TC della colonna e i referti degli accertamenti già fatti. Sono l’elemento che permette di capire in una sola visita se il trattamento è indicato e su quale radice intervenire.

Se hai già fatto fisioterapia, altre infiltrazioni o cicli di terapia farmacologica, è utile saperlo: cambia la scelta.

L4-L5 e L5-S1: i due livelli più frequenti

Se sul referto della risonanza c’è scritto L4-L5 o L5-S1, sei nella situazione più comune che esista: circa il 95% delle ernie discali lombari interessa uno di questi due livelli.

Il livello conta, e non è un dettaglio da radiologi. A ogni livello corrisponde una radice nervosa diversa, e quindi un percorso del dolore diverso lungo la gamba: è il motivo per cui due persone con la stessa diagnosi descrivono due dolori che sembrano non c’entrare niente l’uno con l’altro.

Ed è anche il motivo per cui questa procedura si chiama peri-radicolare: il farmaco non viene distribuito genericamente nella schiena, ma depositato attorno alla singola radice nervosa infiammata, guidati dalle immagini.

C’è un punto che in visita torna spesso. Una risonanza che mostra un’ernia non dice ancora quale radice stia soffrendo. Capita di frequente che l’immagine mostri alterazioni su più livelli e che solo uno sia responsabile dei sintomi — e capita anche il contrario, ernie ben visibili che non fanno male a nessuno. Far combaciare quello che si vede con quello che si sente è esattamente il lavoro della visita.

Il termine medico per il dolore che nasce da una radice compressa è radicolopatia; quando riguarda la radice del nervo sciatico è quello che comunemente si chiama sciatalgia.

Domande frequenti

L’infiltrazione periradicolare è dolorosa?

No: la cute viene anestetizzata e la procedura è ben tollerata. Si può avvertire una pressione momentanea durante l’iniezione.

Quante infiltrazioni servono?

Spesso è sufficiente una sola seduta. Non si programma un ciclo di tre infiltrazioni in partenza: se ne esegue una, si valuta come ha risposto e solo se il beneficio è stato parziale il trattamento viene ripetuto dopo alcune settimane. Se il dolore è passato, non si ripete nulla.

Dopo quanto tempo fa effetto?

L’anestetico agisce subito; l’effetto del cortisonico si sviluppa in 2-7 giorni.

Posso guidare dopo il trattamento?

È consigliabile farsi accompagnare il giorno della procedura; dal giorno successivo si riprendono le normali attività.

Quanto dura l’effetto?

Il beneficio si costruisce nei primi giorni e in genere si mantiene per mesi. È spesso quanto basta, perché nel frattempo la maggior parte delle ernie discali si riduce da sola: l’infiltrazione serve a superare la fase in cui il dolore impedisce di dormire, di lavorare e di fare la fisioterapia che servirebbe. In una parte importante dei pazienti, dopo non serve altro.

Quanto devo stare a riposo dopo l’infiltrazione?

Per le prime dodici ore conviene stare un po’ a riposo: niente sforzi, niente guida prolungata, una giornata tranquilla. Dal giorno dopo si torna a fare tutto come prima. Non ci sono medicazioni da cambiare né punti da togliere.

Le infiltrazioni periradicolari si eseguono sotto guida radiologica presso l’AOU Careggi di Firenze.


Approfondisci

Questa procedura si può eseguire sia nel percorso SSN, con l’impegnativa del medico curante, sia in libera professione. Come funziona il ticket e cosa cambia fra i due percorsi lo spiego qui.


Contenuto a cura del Dott. Gianmarco Falcone, medico chirurgo, specialista in Radiodiagnostica — Radiologia vascolare e interventistica, AOU Careggi di Firenze.
Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2026.
Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce la visita medica: per una valutazione del proprio caso è necessaria una visita specialistica.

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