

Questa pagina parla della forma femminile. Se cerchi il varicocele maschile, quello del testicolo, la pagina è questa.
Che cos’è il varicocele pelvico
La sindrome da congestione pelvica (SCP), nota anche come varicocele pelvico, è una causa di dolore pelvico cronico nella donna. Il dolore causato dalla SCP peggiora quando si sta in piedi o seduti per molto tempo. Può anche essere doloroso quando si hanno rapporti sessuali.
La SCP si sviluppa quando il sangue refluisce e si accumula nelle vene pelviche, causandone la dilatazione. Queste vene dilatate possono comparire anche nelle cosce, nei glutei o nella zona vaginale. Possono assomigliare alle vene varicose che alcune persone presentano nelle gambe.
La SCP può essere trattata con l’“embolizzazione delle vene gonadiche”, una procedura mininvasiva che permette di occludere le vene dall’interno. In questo modo si riduce la pressione e si allevia la maggior parte o tutti i sintomi della SCP in 8-9 donne su 10.
Come si effettua l’intervento? È doloroso? Cosa devo aspettarmi dopo?
All’inizio dell’intervento ti vengono somministrati dei farmaci per aiutarti a rilassare. Il medico addormenta la pelle del collo o della parte superiore della coscia e introduce un millimetrico tubicino di plastica in una vena, attraverso la cute. Le immagini radiologiche guideranno il medico mentre dirige il tubicino nelle vene dilatate del bacino. Successivamente viene iniettato un materiale particolare nelle vene patologiche per occluderle e favorire il deflusso del sangue attraverso le vene sane. Alla fine del trattamento il tubicino verrà rimosso e verrà applicata una medicazione sul punto in cui è stato introdotto.
L’intervento non è doloroso e verrà effettuato con l’aiuto della sedo-analgesia.
Resterai in osservazione nel reparto di degenza per alcune ore. Alla fine della giornata o il giorno seguente potrai tornare a casa.
Nei primi tre giorni dopo il trattamento si può avvertire dolore pelvico.
Sarà cura del medico impostare, in caso fosse necessaria, un’adeguata terapia antidolorifica/anti infiammatoria per limitare al minimo il fastidio post-operatorio.
Quali sono le alternative all’intervento?
Alternativa 1 Nessun trattamento. Le vene pelviche dilatate non si risolvono spontaneamente; il dolore può variare di intensità nel tempo, ma tende a persistere se non viene affrontata la causa.
Alternativa 2 Intervento chirurgico. Il chirurgo può legare le vene dilatate o rimuoverle durante l’intervento. Questo intervento comporta un rischio di complicanze leggermente superiore e richiede un periodo di recupero più lungo rispetto all’embolizzazione.
Quali sono i rischi?
L’embolizzazione è generalmente una procedura sicura se eseguita da uno specialista.
L’embolizzazione delle vene patologiche può provocare un’irritazione delle stesse, che può causare dolore e febbre temporanei
I sintomi migliorano in circa 9 donne su 10.
La procedura NON influisce sul ciclo mestruale o sulla fertilità. Si utilizzano le radiazioni in dosi molto basse.
Domande frequenti (FAQ)
Perché ho un dolore pelvico cronico?
Un dolore al basso ventre o al bacino che dura da più di sei mesi può avere diverse cause. In alcune donne può essere il risultato di un’elevata pressione sanguigna nelle vene del bacino. Si tratta della cosiddetta sindrome da congestione pelvica (SCP o varicocele pelvico).
Quali sono i sintomi della sindrome da congestione pelvica?
- Dolore o pressione nella zona pelvica che dura da più di 6 mesi
- Dolore pelvico che peggiora stando in piedi o seduti per molto tempo
- Vene varicose dilatate e visibili nelle cosce, nei glutei o nell’area vaginale
Come viene diagnosticata la sindrome da congestione pelvica?
Il percorso diagnostico prevede una visita ginecologica e gli accertamenti utili a escludere altre cause di dolore pelvico cronico, come endometriosi, aderenze o patologie infiammatorie. Può essere necessario un esame di diagnostica per immagini, come un’ecografia, una risonanza magnetica o una TC. La sindrome da congestione pelvica può essere una diagnosi complessa.
L’embolizzazione è la stessa tecnica mininvasiva utilizzata per il varicocele maschile e per l’embolizzazione dei fibromi uterini.
Ricevo per la valutazione del varicocele pelvico femminile presso l’AOU Careggi di Firenze.
Non è un tumore, e non è una trombosi
Due preoccupazioni tornano quasi in ogni visita, e conviene toglierle subito.
Non è un tumore. Le vene dilatate del bacino non sono una massa e non hanno niente a che vedere con una malattia oncologica. Sono vene che hanno perso la capacità di far risalire il sangue verso l’alto, esattamente come succede alle varici delle gambe — solo che stanno più in profondità e quindi non si vedono.
Non è una trombosi. Sono due cose diverse: nella trombosi la vena si chiude per un coagulo, qui la vena resta aperta ma è dilatata e il sangue vi ristagna. È il motivo per cui il dolore peggiora stando in piedi e migliora sdraiandosi.
A chi rivolgersi
Il dolore pelvico cronico passa quasi sempre dal ginecologo, ed è il punto di partenza giusto: serve a escludere le cause più frequenti. Il problema si pone quando gli accertamenti non trovano una spiegazione e il dolore resta.
Se ha le caratteristiche tipiche — peggiora stando in piedi o seduta a lungo, peggiora verso sera, peggiora dopo i rapporti — vale la pena guardare anche le vene del bacino. È un capitolo che a volte non viene considerato, ed è la ragione per cui alcune donne convivono con questo dolore a lungo prima di arrivare a una diagnosi.
Ci si può rivolgere a entrambi: al ginecologo, che conosce la storia clinica e segue il percorso, e al radiologo interventista, che è il medico che esegue l’embolizzazione. Nella pratica si lavora insieme, e la valutazione migliore è quella fatta a quattro mani.
Il recupero, giorno per giorno
Il giorno stesso. Dopo la procedura resti qualche ora in osservazione. Si torna a casa in serata o la mattina dopo.
I primi tre giorni. È normale avere un dolore pelvico simile a un crampo mestruale: è la reazione delle vene trattate. Si controlla con la terapia antidolorifica, che viene impostata prima che tu esca.
Da lì in poi. Si riprendono le attività normali. Il miglioramento del dolore di fondo, quello che ti ha portata qui, non è immediato: si costruisce nelle settimane successive, man mano che la congestione si riduce.
Approfondisci
- Varicocele maschile — la forma maschile e la scleroembolizzazione
- Embolizzazione dei fibromi uterini — l’altra applicazione ginecologica dell’embolizzazione
Questa procedura si può eseguire sia nel percorso SSN, con l’impegnativa del medico curante, sia in libera professione. Come funziona il ticket e cosa cambia fra i due percorsi lo spiego qui.
Contenuto a cura del Dott. Gianmarco Falcone, medico chirurgo, specialista in Radiodiagnostica — Radiologia vascolare e interventistica, AOU Careggi di Firenze.
Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2026.
Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce la visita medica: per una valutazione del proprio caso è necessaria una visita specialistica.