Embolizzazione della prostata per l’ipertrofia prostatica benigna

Se ti è stata diagnosticata una prostata ingrossata (ipertrofia prostatica benigna) e i farmaci non bastano più, oggi esiste un’alternativa all’intervento chirurgico tradizionale: l’embolizzazione delle arterie prostatiche (PAE), un trattamento mininvasivo senza bisturi eseguito dal radiologo interventista.

Trattamento mininvasivo endovascolare (embolizzazione prostatica o PAE): di cosa si tratta?

Il trattamento endovascolare da parte del radiologo interventista prevede l’embolizzazione (chiusura) delle arterie che portano il sangue alla prostata determinando una riduzione del volume della prostata e un miglioramento dei sintomi urinari. L’entità del beneficio varia da paziente a paziente e viene valutata caso per caso in sede di visita, insieme alle alternative disponibili.

Essendo un intervento mininvasivo può essere effettuato anche in quei pazienti che non possono subire un intervento chirurgico per la concomitanza di altre patologie come quelle cardiovascolari.

Come si effettua l’intervento? È doloroso?

L’embolizzazione prostatica, viene realizzata senza l’uso di bisturi né tagli chirurgici.

La PAE viene eseguita da un medico Radiologo Interventista. Si inserisce un millimetrico tubicino attraverso un’arteria nella parte superiore della coscia (o del polso). I raggi X consentono di guidare il tubicino nei vasi sanguigni che riforniscono la prostata. Successivamente, si iniettano delle piccole sfere attraverso il tubicino. Le microsfere riducono l’apporto di sangue alla prostata, causandone il restringimento.

In condizioni normali si preferisce un ricovero per un solo giorno (ed una notte). Nei giorni successivi all’intervento il paziente può condurre una vita normale.

L’intervento non è doloroso. Tuttavia, nelle 48 h successive all’intervento alcuni pazienti presentano qualche fastidio o bruciore urinario. Sarà cura del medico impostare, in caso fosse necessaria, un’adeguata terapia antidolorifica/antiinfiammatoria per limitare al minimo questi sintomi.

Vantaggi dell’embolizzazione prostatica

  • Brevi tempi di recupero e di ricovero
  • Rischio molto minore di perdita dell’eiaculazione rispetto alla chirurgia
  • Basso rischio di incontinenza urinaria
  • Catetere urinario per periodo ridotto (in alcuni casi può essere evitato completamente)

Ipertrofia prostatica benigna: cos’è, chi colpisce, quali sono le cause

L’ipertrofia prostatica benigna, o adenoma prostatico (BPH o IPB) è una patologia caratterizzata dall’ingrossamento della prostata che può comportare notevoli difficoltà ad urinare.

L’ipertrofia prostatica non è un tumore maligno e non aumenta la possibilità di avere un tumore alla prostata.

L’ipertrofia prostatica benigna è molto comune nella popolazione maschile: ne è interessato oltre il 50% degli uomini dopo i 60 anni.

I principali fattori associati alla malattia sono l’invecchiamento e i cambiamenti ormonali nell’età adulta. Studi scientifici hanno dimostrato l’esistenza di una predisposizione genetica e di familiarità.

Sintomi della prostata ingrossata

I sintomi, indicati con la sigla LUTS (dall’inglese Lower Urinary Tract Symptoms, cioè sintomi delle basse vie urinarie), comprendono l’incontinenza urinaria, ma anche l’urgenza di recarsi al bagno diverse volte (pollachiuria), anche durante la notte (questo sintomo è detto “nicturia”), la perdita involontaria di urina o la difficoltà minzionale.

Possono presentarsi anche bruciore ad urinare e sensazione di incompleto svuotamento della vescica.

Questi disturbi possono avere un impatto negativo sulla qualità della vita e sulla sfera sessuale del soggetto che ne è colpito.

Diagnosi e prevenzione

È importante una diagnosi precoce. L’ipertrofia prostatica benigna – IPB, se non trattata in modo tempestivo e appropriato, può essere causa di complicanze anche gravi, che comprendono ad esempio una ritenzione urinaria acuta, una condizione che richiede l’intervento d’urgenza di cateterizzazione e, nel caso, l’asportazione chirurgica della prostata (prostatectomia) oppure formazione di calcoli renali, fino al deterioramento della funzione renale (insufficienza renale)

La diagnosi viene eseguita con esame clinico, alcuni esami strumentali (ecografia trans-rettale, risonanza magnetica), e valutazione dell’antigene prostatico specifico (PSA).

Quando trattare l’ipertrofia prostatica

Quando compaiono i sintomi che inficiano la qualità della normale vita è importante agire con una terapia farmacologica

Qualora non dovesse avere successo, si rende necessario l’intervento chirurgico o endovascolare.

Embolizzazione o intervento chirurgico (TURP)?

La resezione transuretrale della prostata (TURP) resta un intervento efficace, ma comporta anestesia spinale o generale, alcuni giorni di ricovero e un rischio più elevato di effetti sulla funzione sessuale (in particolare eiaculazione retrograda) e di incontinenza. Dopo l’embolizzazione la grande maggioranza dei pazienti conserva l’eiaculazione: è una delle ragioni per cui molti uomini scelgono questa strada. L’embolizzazione si esegue in anestesia locale, di norma con una sola notte di ricovero, senza tagli né punti di sutura, e con un rischio ridotto di effetti collaterali sulla sfera sessuale e urinaria.

La scelta dipende dal singolo caso: volume della prostata, sintomi, condizioni generali e preferenze del paziente. In alcuni casi la chirurgia resta la soluzione più indicata; in molti altri l’embolizzazione permette di risolvere i sintomi evitando l’intervento tradizionale. Durante la visita valutiamo insieme l’opzione migliore.

Domande frequenti sull’embolizzazione prostatica

L’embolizzazione prostatica è un trattamento riconosciuto?

Sì: è una procedura consolidata a livello internazionale, supportata da studi clinici e linee guida, eseguita nei principali centri di radiologia interventistica.

Quanto dura il beneficio?

Nella maggior parte dei pazienti il miglioramento dei sintomi si mantiene negli anni. In caso di ricrescita dei sintomi il trattamento può essere ripetuto.

Chi è il candidato ideale?

L’uomo con ipertrofia prostatica sintomatica in cui la terapia farmacologica non è più sufficiente, chi non può o non vuole sottoporsi all’intervento chirurgico e chi desidera preservare la funzione sessuale.

Come posso prenotare una valutazione?

Puoi contattarmi tramite la pagina contatti o chiamare l’ambulatorio presso l’A.O. Universitaria Careggi di Firenze.


Approfondisci

Questa procedura si può eseguire sia nel percorso SSN, con l’impegnativa del medico curante, sia in libera professione. Come funziona il ticket e cosa cambia fra i due percorsi lo spiego qui.


Contenuto a cura del Dott. Gianmarco Falcone, medico chirurgo, specialista in Radiodiagnostica — Radiologia vascolare e interventistica, AOU Careggi di Firenze.
Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2026.
Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce la visita medica: per una valutazione del proprio caso è necessaria una visita specialistica.

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